Abusi sessuali su minorenni: come difendersi

Abusi sessuali su minorenni: come difendersi


In questo articolo affrontiamo il tema degli abusi sessuali su minorenni, andando a vedere che cosa si intende con questo termine, quali sono le fattispecie che rientrano sotto tale terminologia e quali conseguenze prevede tale reato.

Leggi l’articolo per scoprire tutto quello che è importante sapere sugli abusi sessuali su minorenni.

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Diagnosi di abusi sessuali su minori

Si parla di abusi sessuali su minorenni, ogni qualvolta si sia in presenza di una traccia fisica -ad esempio una lesione traumatica, non altrimenti  spiegabile, dell’apparato genitale della vittima minore che non dia adito a dubbi sulla natura della lesione medesima.

Alla stessa conclusione si deve giungere quando sul corpo della vittima sia rinvenuto liquido seminale.

In assenza di tali evidenze “oggettive” , la diagnosi di abuso sessuale deve basarsi necessariamente sul racconto del minore.

Ascolto del minore

Attenzione però,  il bambino in tenera età se non adeguatamente assistito e supportato nella fase della prima intervista, rischia confondere la realtà con la fantasia o comunque di raccontare una storia solo in parte corrispondente al vero.

Per tale ragione è essenziale che il minore, presunta vittima di abuso sessuale, sia ascoltato nell’immediatezza del fatto da personale specializzato, (psicologo infantile e/o età evolutiva), in grado di raccogliere un racconto il più possibile genuino.

E’ appena il caso di evidenziare che più giorni passano dall’episodio, maggiore è il rischio di contaminazione del ricordo. 

Il contatto del bambino con i genitori e i più stretti congiunti, che in assoluta buona fede allo scopo di individuare il responsabile dell’abuso, lo sottopongono ad una serie interminabile di domande (spesso suggestive), può produrre un meccanismo difensivo di chiusura del minore, tendente alla rimozione del trauma subito.

Altre volte può accadere invece che il bambino, pur di liberarsi dalle insistenti domande dei congiunti, finisca per ammettere fatti e circostanze non veritiere o solo in parte corrispondenti al vero

Si ribadisce pertanto l’imprescindibilità di un approccio altamente specializzato in occasione del primo ascolto del minore presunta vittima di abuso.

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La “Carta di Noto” Ruolo dell’esperto e modalità di svolgimento dell’ ”audizione protetta”

Illuminate in tal senso è la “Carta di Noto”, documento “pilota” in questa delicata materia, realizzato con la collaborazione di avvocati, magistrati e psicologi, psichiatri, criminologi, medici legali che suggerisce le linee guida da seguire e mettere in pratica allorchè ci si trovi coinvolti a titolo professionale, nel lavoro con i minori presunte vittime di abusi sessuali su minorenni.

Per quanto riguarda in particolare la comunicazione con il minore presunta vittima di abuso, l’art. 6. Prevede che l’incontro avvenga in tempo, modi e luoghi tali da assicurare la serenità del minore e la spontaneità della comunicazione.

In tale fase si raccomanda di evitare il ricorso a domande suggestive che diano per scontata la sussistenza del fatto che è oggetto dell’indagine.

Il minore deve poi essere informato dei suoi diritti e del suo ruolo in relazione alla procedura in corso; gli va data la possibilità di esprimere opinioni, esigenze e preoccupazioni.

Altra puntualizzazione importante contenuta nella Carta di Noto è che la funzione dell’esperto incaricato di effettuare una valutazione sul minore a fini giudiziari, deve restare nettamente distinta da quella finalizzata al sostegno e trattamento.

La distinzione dei ruoli e dei soggetti deve essere rispettata anche nel caso in cui tali compiti siano attribuiti ai servizi socio-sanitari pubblici. In ogni caso i dati ottenuti nel corso delle attività di sostegno e di terapia del minore non sono influenti, per loro natura, ai fini dell’accertamento dei fatti che è riservato esclusivamente all’autorità giudiziaria.

L’art. 9 afferma poi un altro principio fondamentale.

Quando sia formulato un quesito o prospettata una questione relativa alla compatibilità tra quadro psicologico del minore e ipotesi di reato di violenza sessuale è necessario che l’esperto rappresenti, a chi gli conferisce l’incarico, che le attuali conoscenze in materia non consentono di individuare dei nessi di compatibilità od incompatibilità tra sintomi di disagio e supposti eventi traumatici.

 E soprattutto, l’esperto, non deve esprimere sul punto della compatibilità né pareri né formulare alcuna conclusione.
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Sei vittima di abusi sessuali sui minorenni oppure stato accusato ingiustamente di tale reato?

Atti sessuale con minorenne: chi viene punito

L’articolo 609-quater prevede che sia punito chiunque commetta atti sessuali ai danni di:

  • chi non ha ancora compiuto 14 anni;
  • chi non ha ancora compiuto 16 anni nei casi in cui il colpevole sia un genitore, tutore, convivente, o una persona legata al minore per motivi di cura, vigilanza, custodia, istruzione;
  • i soggetti appena indicati vengono puniti con la reclusione da 3 a 6 anni nel caso in cui il minorenne abbia compiuto 16 anni ma non abbia compiuto i 18 anni

La pena è aumentata qualora la violenza avvenga su un minorenne che non abbia compiuto gli anni quattordici in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilità, anche solo promessa. Non può invece essere punito il minorenne che compie atti sessuali con un altro minorenne che abbia almeno 13 anni, se la loro differenza di età non è superiore a 4 anni

L’importanza di rivolgersi ad un Avvocato esperto reati sui minori

Il fenomeno degli abusi sessuali su minorenni è un fenomeno reale, così come è reale la possibilità di essere accusati ingiustamente dello stesso reato senza che si tratti effettivamente di un abuso a tutti gli effetti.

E’ proprio qui che entra in gioco la figura di un Avvocato competente in tema di Abusi sessuali che sappia capire se vi sono le basi per una tale accusa e sappia difendere e tutelare l’innocente nel migliore dei modi.

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Conclusioni

Il reato di Abusi Sessuali su minorenni configura un’accusa molto grave e chi ha subito l’abuso ha il diritto di essere difeso e tutelato.

Allo stesso tempo se chi riceve l’accusa è innocente deve muoversi il prima possibile per dimostrare la propria innocenza e non subire le conseguenze previste dalla normativa.

Nei miei anni di lavoro ho assistito tantissime persone che avevano subito Violenza o molestie sessuali, maltrattamenti in famiglia. Ho difeso anche chi era stato accusato ma in realtà era poi innocente.
Leggi i Casi Studio di alcune mie sentenze vinte.

La prossima persona da difendere potresti essere tu!


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